
Quaderno AIM n. 24, 1994
Milano: competizione senza strategie?
a cura di Enrico Ciciotti, Paolo Perulli e Raffaella Florio
La ricerca ha permesso di evidenziare alcuni punti metodologici per una azione strategica a Milano.
Tra i punti più importanti segnalati nello studio:
- la necessità di mettere in rete tutti gli attori che operano nella scena milanese per definire insieme gli obiettivi strategici generali sul futuro della città nel medio lungo periodo (nel rispetto ovviamente delle proprie competenze e dei propri fini istituzionali);
- la necessità che prevalgano logiche di tipo cooperativo tra i diversi attori in quanto nessun attore da solo è in grado di perseguire strategie "globali";
- l'opportunità che gli attori comunichino in modo chiaro i propri obiettivi per permettere le opportune forme di coordinamento e di compensazione degli interessi più deboli (anche se è molto realistico attendersi un margine di non totale chiarezza su tali obiettivi),
- la necessità che vi sia un attore "pivot" di tutta l'operazione, un soggetto cioè in grado di tener alta l'attenzione sugli obiettivi e di permettere l'interazione tra gli attori;
- l'opportunità che questo "pivot" sia il Comune, come tutte le esperienze delle altre città europee analizzate negli studi AIM dimostrano indipendentemente dalle diverse forme con le quali sono stati poi chiamati in causa gli altri soggetti.
L'obiettivo dell'AIM è stato quello di dimostrare la necessità di un'azione strategica per Milano e di fornire delle indicazioni di metodo su come perseguirla.